Passione Civile Arte e Politica
Artisti a Valenza tra gli anni Cinquanta e Ottanta
Palazzo del Monferrato - Alessandria
15 gennaio - 6 marzo 2011
ORARI: MAR-SAB 16.00-19.00 | DOM 10.00-12.00 e 16.00-19.00
INGRESSO LIBERO
Negli ultimi anni in Italia si è sviluppato un acceso dibattito sull'opportunità/necessità di privatizzare il patrimonio storico-culturale del nostro Paese, settore questo tradizionalmente pubblico.
La mancata tutela dei beni storici, artistici, culturali, architettonici e del paesaggio rispondono spesso a logiche affaristiche.
L'attuale taglio indiscriminato della spesa pubblica per la cultura, l'archeologia, l'arte, il teatro e la musica, oltre che per la scuola, l'università e la ricerca, è finalizzato ad umiliare e soffocare il pensiero libero, il pensiero creativo, il pensiero critico.
Non possiamo pensare che l'Italia diventi un'enorme spa, dove tutto si privatizza, anche la storia, la coscienza e la vita democratica!
Ciò che vediamo in un museo, in una chiesa, in un palazzo storico è testimone della storia dell'umanità e può influenzare significativamente il nostro pensiero. Le opere "operano" sulla nostra intelligenza, sul nostro cuore, sul nostro desiderio.
L'art. 117, secondo comma, lettera s, della Costituzione, nella riforma attuata con la L. Cost. n.3 del 2001, ha compreso la tutela dei beni culturali tra le materie di competenza esclusiva dello Stato, mentre il comma successivo ha annoverato tra le materie di legislazione concorrente la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e la promozione ed organizzazione di attività culturali. La fruizione collettiva del patrimonio culturale diventa allora elemento da rendere comune sia alla tutela che alla valorizzazione: si individua, si protegge e si conserva il bene affinchè possa essere offerto e alla conoscenza e al godimento collettivi.
Con questa mostra la Fondazione Longo - che è diventata proprietaria della collezione di opere e quadri del ‘Valentia’, sezione del P.C.I. di Valenza - vuole contribuire, utilizzando lo strumento dell'allestimento artistico di un'epoca e di un luogo della nostra provincia, a restituire fiducia e voglia di impegno, per rilanciare idee, speranze e fermezza antifascista. Per contrapporre bellezza e cultura al degrado e alla volgarità.
Vogliamo dire ai giovani, che, esausti, stanno sperimentando con amarezza sulla loro pelle lo sfruttamento di una classe politica che non tollera l'idea di giustizia sociale, di non affidarsi alla legge dell'egoismo, ma di ricercare la dimensione del bene comune.
In virtù di questo riaffermo che l'intera collezione di queste opere troverà una sua ricollocazione definitiva a Valenza come restituzione a quelle donne e a quegli uomini che la costituirono con passione e dedizione, in onore ai pittori che, con la loro arte, contribuirono allo sviluppo della democrazia e all'elevazione delle classi lavoratrici; ma questa collezione vuole anche essere un bene comune della collettività e quindi visibile e fruibile per tutti in controtendenza all'esibizione dell'abuso di potere e all'idea di porre l'egoismo assoluto come modello.
La passione civile, l'arte e la politica possono ancora affermarsi e affermare un orizzonte di vita più avanzato.
Il Presidente della Fondazione Luigi Longo
GUIDO RATTI







